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Intelligenza artificiale

Legal prompting: come fare domande giuridiche all'IA e controllare le risposte

Testo scritto con l'intelligenza artificiale e controllato in automatico sulle fonti citate · Responsabile della pubblicazione: Chiostro, ciao@chiostro.legal

Pubblicato il Aggiornato il Lettura: 11 minuti

In breve

Il legal prompting è il modo di scrivere una domanda giuridica a uno strumento di intelligenza artificiale perché la risposta sia utile e verificabile. Servono cinque cose: i fatti, il tuo ruolo, che cosa ti serve, i limiti e il formato. Prima di scrivere, togli nomi e dati che identificano il cliente. Dopo, apri le fonti citate e controlla che le norme siano ancora in vigore. In fondo trovi otto prompt pronti da copiare e una lista di controllo.

Un prompt è il testo che scrivi a uno strumento di intelligenza artificiale. Il legal prompting è la stessa cosa applicata al diritto: tradurre un quesito, un caso o un atto da scrivere in una richiesta che lo strumento possa trattare bene.

Non è una tecnica da informatici. È lo stesso lavoro che fai quando affidi una ricerca a un praticante. Se gli dici «guardami qualcosa sul licenziamento», torna con un riassunto generico. Se gli dai le date, il tipo di licenziamento e la domanda precisa, torna con quello che ti serve.

Nel diritto la differenza pesa di più che altrove, per tre motivi. La risposta giusta dipende dai fatti. Un termine sbagliato di pochi giorni fa perdere un diritto. E una fonte inventata o abrogata, citata in un atto, è un problema professionale.

Prima di scrivere: che cosa non mettere nel prompt

La prima regola viene prima della tecnica. Il prompt esce dal tuo studio e arriva a un fornitore esterno. Quindi:

Conta anche il rapporto con il cliente. L'art. 13 della legge 132/2025 ammette l'intelligenza artificiale nelle professioni intellettuali solo per attività strumentali e di supporto, con prevalenza del lavoro del professionista. E chiede di comunicare al cliente, con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo, quali sistemi di intelligenza artificiale usa. Ne parliamo in questo articolo sull'art. 13.

Le cinque parti di un buon prompt giuridico

  1. I fatti. Chi sono le parti e che qualifica hanno, che cosa è successo e quando, gli importi, che cosa è già stato fatto (diffide, atti, giudizi). Ogni fatto che manca è una supposizione che lo strumento farà al posto tuo.
  2. Il tuo ruolo. Chi assisti. Le difese del datore di lavoro non sono quelle del lavoratore. Se lo dici, la risposta guarda il caso dalla parte giusta e segnala le eccezioni dell'altra.
  3. Che cosa ti serve. Un termine, una verifica di vigenza, un parere, una ricerca di prassi, l'analisi di una clausola, una bozza. Se le domande sono più d'una, numerale.
  4. I limiti. Che cosa lasciare fuori («non parlare di preavviso», «solo il profilo fiscale»), il periodo, le fonti da privilegiare.
  5. Il formato. A punti o in prosa, quanto lungo, per chi è (un collega, un giudice, il cliente).

La formula che resta in testa: fatti + ruolo + richiesta + limiti + formato.

La prova: la stessa domanda scritta male e scritta bene

Abbiamo fatto la stessa domanda a Chiostro due volte, il 29 ottobre 2026. Il caso è un licenziamento. Le risposte sono vere, accorciate solo per spazio.

Domanda vaga
termini licenziamento

Che cosa è tornato. Una panoramica lunga: i termini per impugnare (60 e 180 giorni, art. 6 L. 604/1966), ma anche i 5 giorni del procedimento disciplinare, il preavviso degli artt. 2118 e 2119 c.c. con le tabelle di alcuni contratti del pubblico impiego e l'offerta di conciliazione del d.lgs. 23/2015. Tutto con le fonti, ma per metà fuori dal caso. E nessuna data, perché la data non c'era.

Domanda completa
Assisto un lavoratore di un'azienda privata con 40 dipendenti, assunto a tempo indeterminato nel 2019, licenziato per giustificato motivo oggettivo con lettera consegnata a mano il 2 ottobre 2026, motivi indicati nella lettera. Mi servono solo i termini per contestarlo: 1) impugnazione stragiudiziale: entro quando e in che forma; 2) deposito del ricorso o richiesta di conciliazione: entro quando; 3) se la conciliazione è rifiutata. Norma per ogni termine. Risposta sintetica, a punti, senza parlare di preavviso.

Che cosa è tornato. Tre punti, uno per domanda. I 60 giorni per l'impugnazione con la scadenza già calcolata, martedì 1° dicembre 2026, e la forma («qualsiasi atto scritto, anche extragiudiziale»). I 180 giorni per il ricorso o la richiesta di conciliazione, con il ricorso cautelare ammesso dalla Corte costituzionale (sent. 212/2020). I 60 giorni dal rifiuto della conciliazione. Più un avviso utile: l'impugnazione è un atto recettizio. Che basti spedirla entro i 60 giorni lo dice la giurisprudenza, non il testo della legge: per prudenza conviene che arrivi al datore entro la scadenza.

Il lavoro richiesto allo strumento era lo stesso. È cambiata solo la domanda. Nella seconda ci sono la data, il tipo di licenziamento, le tre cose da sapere e una cosa da escludere. Per questo la risposta è più corta e si può usare subito.

C'è anche un dettaglio che riguarda la verifica. Nella risposta alla domanda vaga lo strumento segnala che l'art. 32 della L. 183/2010 riporta 270 giorni, mentre l'art. 6 della L. 604/1966 dice 180. È il punto da controllare. L'art. 32 della L. 183/2010 aveva portato il termine per il ricorso a 270 giorni; l'art. 1, comma 38, della L. 92/2012 lo ha ridotto a 180 per i licenziamenti intimati dal 18 luglio 2012. Il testo vigente dell'art. 6 dice 180. Una buona risposta ti mostra dove guardare, e tu guardi. La guida completa ai due termini è nell'articolo 60 e 180 giorni per impugnare il licenziamento.

Chiedi anche quello che lo strumento non sa

Ogni strumento giuridico ha una banca dati con dei confini. Un buon prompt li usa:

Come verificare la risposta

Il prompt migliore non toglie la verifica. La rende più veloce. Quattro controlli, sempre:

  1. Apri le fonti citate. Ogni affermazione importante deve avere un richiamo a una fonte che si apre. Se il richiamo manca, l'affermazione non conta.
  2. Controlla che le norme siano in vigore. Una norma abrogata citata in un atto o in un contratto è l'errore più comune. Si controlla in pochi secondi (vedi la tabella sotto).
  3. Ricontrolla le date. Il calcolo di un termine si fa con un calendario, non a occhio. Per i termini processuali ci sono i calcolatori gratuiti.
  4. Guarda da dove viene ogni fonte. Normattiva, Gazzetta Ufficiale e siti istituzionali sono una cosa. Un sito di terzi è un'altra: va bene come pista, ma deve essere dichiarato. Chiostro risponde dalle fonti ufficiali e ti dice quali; quando usa siti di terzi, lo dichiara.

Un esempio di verifica di vigenza. Abbiamo dato a Chiostro tre clausole di un contratto tipo, con quattro norme citate:

Norma citata nella clausolaEsito
art. 13 d.lgs. 196/2003 (informativa privacy)Abrogata, dal d.lgs. 10 agosto 2018, n. 101
art. 1284 c.c. (interessi)Vigente
art. 5 d.lgs. 231/2002 (interessi moratori)Vigente
art. 5 d.lgs. 28/2010 (mediazione)Vigente, ma riscritto dal d.lgs. 149/2022: controlla il comma richiamato

La clausola sulla privacy, copiata da un vecchio modello, rimanda ancora a una norma abrogata nel 2018. E la norma sulla mediazione è in vigore, ma con un testo diverso da quello che c'era quando il modello è stato scritto. È il tipo di errore che un prompt da solo non trova, e una verifica sì.

Otto prompt per avvocati, pronti da copiare

Sostituisci le parti tra parentesi quadre. Funzionano con qualsiasi strumento. Con il connettore di Chiostro, Claude cerca nelle fonti ufficiali e cita da dove prende ogni affermazione.

1. Un termine o una decadenza

Assisto [chi]. Il fatto da cui decorre il termine è [quale atto], ricevuto il [data] con [modalità]. Dimmi: 1) quale termine si applica e la norma; 2) da quando decorre; 3) la scadenza; 4) che cosa la interrompe o la sospende. Se il termine dipende da un fatto che non ti ho dato, chiedimelo prima di rispondere.

2. Le norme citate in un atto sono ancora in vigore?

Nel testo qui sotto, per ogni norma citata dimmi se è vigente, abrogata o modificata, e da quale atto. Non commentare il resto. [incolla l'atto o la clausola, senza nomi]

3. Parere su un caso concreto

Fatti: [parti con la loro qualifica, date, importi, che cosa è già successo]. Assisto [chi]. Obiettivo del cliente: [quale]. Dimmi: 1) la norma applicabile; 2) gli argomenti a favore della mia parte; 3) le eccezioni probabili dell'altra; 4) i punti su cui serve una prova. Distingui sempre il testo della norma dall'interpretazione. Se su un punto non trovi fonti, dillo.

4. Ricerca di prassi

Cerca la prassi di [Agenzia delle Entrate / INPS / altro ente] su [questione precisa], dal [anno] a oggi. Per ogni documento: numero, data, che cosa dice in due righe e il collegamento. Segnala se un documento più recente ha cambiato l'indicazione.

5. Una clausola di contratto

Assisto [la parte] in un contratto di [tipo] con [controparte, senza nome]. Ecco la clausola: [testo]. Dimmi: 1) se è valida e con quale norma; 2) se è sbilanciata a sfavore del mio cliente; 3) come la riscriveresti. Risposta a punti, massimo 15 righe.

6. Le difese della controparte

Assisto [chi] in una causa di [tipo]. I fatti: [sintesi]. Elenca le eccezioni che la controparte può sollevare. Per ognuna: su quale norma si fonda, quali fatti la renderebbero forte, come si risponde, quali prove servono.

7. Le pronunce della Corte costituzionale su una norma

Su [articolo e legge], ci sono sentenze o ordinanze della Corte costituzionale che lo hanno dichiarato illegittimo in parte o che ne hanno dato un'interpretazione? Per ognuna: numero, anno, che cosa ha deciso. Dimmi anche se ci sono questioni pendenti.

8. Spiegare al cliente

Riscrivi questa conclusione per un cliente che non è giurista: frasi brevi, nessun latino, le scadenze in grassetto, che cosa deve fare lui e entro quando. Non cambiare il contenuto giuridico. [incolla la conclusione]

Gli errori più comuni

Lista di controllo prima di premere Invio

Le domande più frequenti

Che cosa significa legal prompting?

È la capacità di scrivere richieste giuridiche a uno strumento di intelligenza artificiale in modo che la risposta sia pertinente e verificabile: fatti, ruolo, richiesta, limiti e formato.

Serve un corso per imparare il legal prompting?

Non per cominciare. Le regole di base stanno in una pagina e sono le stesse che usi per delegare una ricerca a un collaboratore. Si migliora con la pratica e confrontando le risposte con le fonti.

Posso usare ChatGPT o Claude per una ricerca giuridica?

Uno strumento generico, senza accesso a una banca dati giuridica, scrive testo plausibile ma può citare norme abrogate o pronunce che non esistono. Va bene per scrivere e riformulare. Per le fonti serve uno strumento collegato a una banca dati, e la verifica resta tua. Claude, con il connettore di Chiostro, cerca nelle fonti ufficiali del corpus e cita da dove prende ogni affermazione.

Devo dire al cliente che uso l'intelligenza artificiale?

Sì. L'art. 13 della legge 132/2025 chiede a chi esercita una professione intellettuale di comunicare al cliente, con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo, quali sistemi di intelligenza artificiale usa. E li ammette solo per attività strumentali e di supporto. I dettagli sono nel nostro articolo sull'art. 13.

Quanto deve essere lungo un prompt giuridico?

Quanto serve per contenere i fatti rilevanti e la domanda, di solito da cinque a quindici righe. Più fatti utili danno risposte migliori. Più parole inutili no.

Fonti

Articoli e pagine collegate

Avviso. Contenuto informativo, non è un parere legale; verifica sempre sulle fonti ufficiali. Il testo è aggiornato alla data indicata in alto: norme e giurisprudenza possono essere cambiate dopo.