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Tredicesima 2026: quando arriva, quanto ti spetta e come si calcola

Testo scritto con l'intelligenza artificiale e controllato in automatico sulle fonti citate · Responsabile della pubblicazione: Chiostro, ciao@chiostro.legal

Pubblicato il Aggiornato il Lettura: 10 minuti

In breve

Se sei un dipendente privato, la tredicesima ti spetta per il contratto collettivo del tuo settore: di regola arriva con lo stipendio di dicembre, prima di Natale, e vale una mensilità di retribuzione. Se hai lavorato solo una parte dell'anno, ne prendi tanti dodicesimi quanti sono i mesi di servizio. Se sei pensionato INPS, la tredicesima arriva con la rata di dicembre, che nel 2026, secondo la regola del primo giorno bancabile, è in pagamento da martedì 1° dicembre. Sulla tredicesima si pagano IRPEF e contributi, ma in busta paga la ritenuta si calcola senza le detrazioni: per questo il netto ti sembra più basso di uno stipendio normale.

Da dove nasce il diritto alla tredicesima

Per i lavoratori dipendenti privati non c'è un articolo del codice civile che dica «spetta la tredicesima». La fonte è la contrattazione collettiva. La gratifica natalizia è stata prevista per l'industria dall'accordo interconfederale del 27 ottobre 1946. Nel 1960 lo Stato ha reso obbligatori per tutte le imprese industriali i minimi di quell'accordo con il d.P.R. 28 luglio 1960, n. 1070. Nello stesso periodo altri decreti hanno fatto lo stesso con i contratti di diversi settori.

Oggi la tredicesima è prevista dai contratti collettivi nazionali (CCNL) dei vari settori: commercio, industria, servizi, lavoro domestico e così via. Il tuo contratto è quello indicato nella lettera di assunzione e nella busta paga. Lì trovi le regole precise: su quali voci si calcola, quando si paga, come si contano le frazioni di mese.

Se sei pensionato INPS, invece, la fonte è la legge. L'art. 13 del d.P.R. 27 aprile 1968, n. 488 dice che la tredicesima delle pensioni «è corrisposta unitamente con la rata di dicembre per un importo proporzionale al numero delle rate di pensione maturate nell'anno».

Quando arriva la tredicesima nel 2026

Quanto ti spetta: una mensilità, in dodicesimi

Se lavori tutto l'anno presso lo stesso datore di lavoro, la tredicesima vale una mensilità di retribuzione. Quali voci entrano nel calcolo (paga base, scatti di anzianità, superminimo, indennità fisse) lo decide il contratto collettivo.

Se il rapporto inizia o finisce durante l'anno, la regola è quella dei dodicesimi. L'accordo del 1946, reso obbligatorio per l'industria dal d.P.R. 1070/1960, la scrive così: in caso di inizio o di cessazione del rapporto nel corso dell'anno «saranno corrisposti tanti dodicesimi […] per quanti sono i mesi di servizio prestati presso l'azienda» (art. 17 dell'accordo allegato).

E le frazioni di mese? Molti contratti collettivi contano come mese intero la frazione superiore a 15 giorni e non contano quella inferiore. Alcuni contratti contano anche la frazione pari a 15 giorni. È un dettaglio che decide il tuo contratto: la regola generale non lo fissa, ma alcuni contratti di settore dell'industria, resi obbligatori per legge nel 1960, contano come intero il mese con più di 15 giorni. Guarda l'articolo sulla tredicesima nel tuo CCNL.

Come si calcola: la formula e tre esempi

La formula di base è semplice:

tredicesima lorda = retribuzione mensile lorda × mesi di servizio nell'anno ÷ 12

Ecco tre esempi con una retribuzione mensile lorda di 2.000 euro, nell'ipotesi di un contratto che conta come mese intero la frazione superiore a 15 giorni.

SituazioneMesi che contanoCalcoloTredicesima lorda
Lavori tutto il 2026122.000 × 12 ÷ 122.000 euro
Assunto il 1° marzo 2026102.000 × 10 ÷ 121.666,67 euro
Assunto il 10 settembre 20264 (settembre conta: 21 giorni)2.000 × 4 ÷ 12666,67 euro

Se il rapporto finisce prima di dicembre, i dodicesimi maturati ti vengono pagati con l'ultima busta paga, insieme alle altre competenze di fine rapporto. Se il rapporto finisce con un licenziamento che ritieni ingiusto, per contestarlo ci sono termini precisi: li trovi nell'articolo su come impugnare il licenziamento entro 60 e 180 giorni.

Se lavori part-time, la tredicesima si riduce nella stessa proporzione del tuo orario. Il lavoratore a tempo parziale ha gli stessi diritti di uno a tempo pieno, ma il suo trattamento economico «è riproporzionato in ragione della ridotta entità della prestazione lavorativa» (art. 7 del d.lgs. 15 giugno 2015, n. 81).

Malattia, maternità, ferie, cassa integrazione: se e quanto queste assenze riducono la tredicesima dipende dal contratto collettivo e, per alcuni periodi, dalle regole dell'INPS. Se hai avuto lunghe assenze nell'anno, chiedi all'ufficio del personale come le hanno calcolate.

Tasse e contributi: perché il netto sembra più basso

La tredicesima è retribuzione a tutti gli effetti. Paga quindi l'IRPEF e i contributi previdenziali, come lo stipendio.

La differenza sta nel modo in cui il datore di lavoro calcola la ritenuta. Per lo stipendio di ogni mese applica le aliquote e scala le detrazioni per lavoro dipendente rapportate al mese. Per la tredicesima, invece, l'art. 23, comma 2, lettera b), del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 prevede che la ritenuta si applichi «sulle mensilità aggiuntive e sui compensi della stessa natura, con le aliquote dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, ragguagliando a mese i corrispondenti scaglioni annui di reddito». Le detrazioni, in quella ritenuta, non ci sono.

Le aliquote IRPEF in vigore sono tre (art. 11 del testo unico delle imposte sui redditi):

Ragguagliare a mese vuol dire dividere ogni scaglione per dodici: la prima fascia, per la tredicesima, arriva quindi a 2.333,33 euro. Su questa base si calcola la ritenuta, senza togliere le detrazioni.

Non perdi niente, però. Le detrazioni che ti spettano sull'anno vengono ricalcolate con il conguaglio di fine anno, che il datore di lavoro fa entro il 28 febbraio dell'anno dopo o quando il rapporto finisce (art. 23, comma 3, dello stesso decreto). E alla fine paghi l'imposta giusta sul reddito di tutto l'anno.

Prima dell'IRPEF si tolgono i contributi a tuo carico: anche la tredicesima entra nella base su cui si calcolano.

La tredicesima dei pensionati

Se la tredicesima non arriva

La richiesta scritta vale come messa in mora (art. 1219 del codice civile): una traccia per scriverla è nel formulario della diffida e messa in mora. Se non basta, il credito si può chiedere al giudice anche con un ricorso per decreto ingiuntivo, se hai una prova scritta del credito. E quando il giudice condanna a pagare crediti di lavoro, oltre agli interessi legali riconosce il danno per la perdita di valore del credito (art. 429, terzo comma, del codice di procedura civile).

Domande frequenti

La tredicesima spetta anche con un contratto a termine?

Sì. Matura per i mesi di servizio, come per un contratto a tempo indeterminato. Se il contratto finisce prima di dicembre, i dodicesimi maturati ti vengono pagati con l'ultima busta paga.

Perché sulla tredicesima pago più tasse che sullo stipendio?

Perché la ritenuta si calcola senza le detrazioni per lavoro dipendente (art. 23 del d.P.R. 600/1973). Le detrazioni non si perdono: il datore di lavoro le ricalcola con il conguaglio di fine anno.

Ho lavorato dal 10 settembre: quanti dodicesimi mi spettano?

Dipende da come il tuo contratto conta le frazioni di mese. Con la regola più diffusa, settembre conta come mese intero perché hai lavorato più di 15 giorni: in tutto 4 dodicesimi, da settembre a dicembre.

Il pensionato prende la tredicesima anche se la pensione è iniziata a ottobre?

Sì, in misura proporzionale alle rate maturate nell'anno: con la pensione da ottobre, 3 dodicesimi di una rata.

Quest'anno c'è un bonus insieme alla tredicesima?

Eventuali bonus dipendono dalle norme approvate per l'anno e hanno requisiti propri. Non li diamo per scontati: se ne spetta uno, lo trovi indicato in busta paga o nel cedolino della pensione, e le regole sono nella norma che lo prevede.

Ho cambiato lavoro a metà anno: chi mi paga la tredicesima?

Tutti e due i datori di lavoro, ognuno per la sua parte. Il primo ti paga i dodicesimi maturati fino alla fine del rapporto, con l'ultima busta paga. Il secondo ti paga a dicembre i dodicesimi maturati da quando ti ha assunto.

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Fonti

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